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Boost Icor in collaborazione con Marco Casamonti - Archea Associati

Il gres porcellanato effetto pietra è una delle soluzioni più apprezzate nel design d'interni e d'esterni grazie alla sua versatilità estetica, resistenza e facilità di manutenzione. Con infinite possibilità di applicazione, le superfici ceramiche effetto pietra apportano agli ambienti un look naturale, adattandosi a qualsiasi stile. L’effetto pietra del gres porcellanato di Atlas Concorde si è ormai affermato come un elemento architettonico attrattivo, ma anche e soprattutto essenziale nel design di interni e nella progettazione all’esterno. Per abitazioni private, ma anche per spazi di natura commerciale.

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In particolar modo, la collezione effetto pietra Boost Icor, si caratterizza come calda e accogliente con una vasta gamma di superfici ceramiche e decori dal tratto versatile adatti ad ogni spazio. Il cromatismo caldo e accogliente di Boost Icor dalle sfumature infinite, nasce dalla fusione del tipico calore delle limestone, le pietre calcaree compatte e monocromatiche dalla naturale bellezza sofisticata. Questa specificità si presta a illuminare e rendere rilassanti gli ambienti, attraverso una peace of mind sensoriale per la morbidezza stessa evocata dal materiale.

E’ disponibile una vasta gamma colori: Bone è il bianco della collezione, Dust un grigio chiaro, Dune ha sfumature paglierine, Oyster è un moderno grigio-beige, Crete è una nuance terrosa, mentre Sideral è il grigio più scuro.

La gamma dei decori di Boost Icor è molto ampia: tre soluzioni per l’interno, Railway, Mosaico Furnace e Mosaico Chevron e due mosaici componibili, Pebble e Combo.

La collaborazione con Marco Casamonti / Archea Associati per Boost Icor

Lo studio di progettazione Marco Casamonti / Archea Associati , fondato a Firenze nel 1988, è stato incaricato da Atlas Concorde di realizzare alcuni ambienti digitali per la collezione Boost Icor. Abbiamo intervistato l’architetto e socio fondatore dello studio, Marco Casamonti, che ne ha curato la realizzazione.

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Come definirebbe questa collaborazione con Atlas Concorde? «È stata un'esperienza diversa perché nel progetto solitamente prima immaginiamo e disegniamo lo spazio archiettonico poi, in base all’uso e agli elementi che definiscono le caratteristiche di tale spazio, scegliamo i materiali più adatti. In questa esperienza con Atlas Concorde, il percorso è stato invertito. Immaginare ambienti e spazi abitabili partendo dai materiali. Si tratta di un'esperienza nuova per noi, anche divertente da un certo punto di vista, ma perfettamente coerente con il nostro modo di operare in cui la materia ha senz’altro un ruolo centrale e prioritario rispetto alla scrittura architettonica, nel senso che, da sempre, ci interessano più contenuti di un testo che la calligrafia».

Da che punto di vista durante la collaborazione si è evidenziata una Vostra affinità con Atlas Concorde? «Credo che, al di là dei linguaggi architettonici, dello stile, che prima ho indicato come una questione di calligrafia rispetto al testo, sia la sostanza con cui le architetture sono realizzate ad essere decisiva per l'esito di un progetto. L'architettura è fatta di spazio, di luce ma anche di tattilità, di superfici, di materia e, quindi, di conoscenza e impiego di materiali che ne definiscono il carattere. Moltissimi di questi, nell’ambito delle costruzione, sono realizzati attraverso trasformazioni metamorfiche in cui sono presenti pressione e temperatura, si tratta di procedimenti alchemici che ci hanno attratto da sempre, la ceramica non fa eccezione rispetto a questo processo di trasformazione e infatti è uno dei materiali con cui lavoriamo più frequentemente».

Dal punto di vista dell'ispirazione per realizzare questi set digitali, che cosa vi ha guidato? «La tattilità, la grana e i cromatismi naturali dei materiali prodotti da Atlas Concorde con la collezione Boost Icor. Si è dovuto coglierne la tessitura, la superficie, la tattilità per potere poi immaginare e disegnare ambienti adatti a questo tipo di materiale e alla sua identità».

Qual è stato l’obiettivo per la realizzazione di questi ambienti digitali... «Siamo partiti immaginando spazi architettonici che non fossero eccessivamente caratterizzati poichè l'obiettivo di Atlas Concorde era quello di far comprendere la flessibilità e la duttilità dell'impiego di questi materiali. Gli ambienti digitali realizzati devono infatti dimostrare quanto questo materiale si presti a molteplici usi, differenti e variegati linguaggi architettonici».

Qual è il fil rouge delle vostre immagini digitali realizzate per Atlas Concorde Boost Icor? «Si tratta, come ricordato, di una serie di materiali da rivestimento adatti ad essere impiegati in moltissimi ambienti che caratterizzano lo spazio domestico anche se evidentemente i cromatismi naturali e rilassanti li rendono particolarmente suadenti e coerenti con spazi che possono interpretare al meglio tali caratteristiche: dall'ambiente giorno allo spazio wellness, dalle superfici orizzontali a quelle verticali fino ai rivestimenti di facciata».

In chiusura, cosa vuole aggiungere su questa esperienza con Atlas Concorde? «Ogni Azienda di produzione custodisce una storia ed un percorso sempre interessante ed originale, caratteristiche specifiche, un suo particolare punto di osservazione e, quindi, conoscere Atlas Concorde per noi è stato un modo per arricchire al nostra specifica cultura e passione per la materia e i materiali che non nasce da oggi come testimonia il volume “Materials”, edito da Forma, come particolare punto di osservazione del nostro lavoro ».

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